Oltre il Pop di Mauro Banfi


“Il punto, amico mio, è che non so più se il Moscone sia arte o un prodotto da scaffale o meglio: in quale momento diventa arte e/o quando diventa merce?”
Mail di Mauro Banfi a Bruno Corino, filosofo litweb.




Vi racconto una bella storiaccia pop…

«Ehi, Eduardo, perché non vai a dare una mano a tua madre? Non ce la può fare da sola».
Eduardo Paolozzi, anni dieci, richiamato dalla rude voce del padre, si alzò dalla sedia impagliata della cucina facendola stridere sulle assi del pavimento per  far capire alla madre che stava arrivando, poi si avviò lemme lemme.
Era alto e robusto e sembrava più grande della sua età.
Quel giorno in Scozia faceva un caldo eccezionale e gli operai del porto di Leith facevano pazientemente la fila davanti a mamma Paolozzi, che distribuiva con parsimonia palline del suo squisito gelato artigianale italiano. 
Eduardo passò dietro alla madre per raggiungere il banco dove si vendevano caramelle e sigarette.
 Benché grande e grosso, non era molto interessato ai dolciumi o alla cioccolata.
Gli erano simpatici gli operai che venivano a comprare le sigarette.
 E anche loro lo avevano in simpatia. .
«Hai già finito la raccolta delle figurine delle Players, ragazzino?» chiese un operaio dal volto raggrinzito. .
«Ancora no», rispose Eduardo speranzoso.
«Capisco», disse l'uomo. «Allora dammi un pacchetto di Players; io mi prendo le bionde al tabacco e a lascio a te la figurina». .
Eduardo sorrise felice e, dopo aver prelevato il suo premio, porse il  pacchetto di sigarette all'uomo. Prima di servire il cliente successivo, diede una sbirciata alla figurina.





Era l'immagine di un argenteo Airspeed Courier: un aeroplano dal muso tronco dotato di un solo propulsore nero, famoso per la sua velocità e la sua affidabilità. Un anello rosso acceso contornava il propulsore e proseguiva formando una striscia decorativa che correva lungo tutta la fiancata. 
Era fantastico, una figurina molto rara. Quando il flusso dei clienti cessò, Eduardo sali nella sua cameretta con l'immagine dell'aereo stretta in mano come una reliquia.
Era una stanza fin troppo ordinata e pulita.
Sua madre era fatta cosi. Quando avevano lasciato l'Italia per la Scozia in cerca di una vita migliore, aveva sentito il bisogno di far ordine nelle loro vite e aveva l'impressione di riuscirci tenendo la casa come uno specchio. 
Eduardo non ci faceva caso, avevano fatto un patto: la madre teneva in ordine la camera ma non poteva ficcare il naso nell'armadio. 
Anche così, aprendo gli sportelli tutto sembrava normale: pulito e in perfetto ordine. Ma bastava dare uno sguardo ai lati interni, per trovarsi di fronte a un caos inimmaginabile. 
Cartine di sigarette, ritagli di fumetti, carte di caramelle e annunci pubblicitari sgargianti erano attaccati su tutta la superficie del pannelli, come se qualcuno vi avesse rovesciato dentro un cestino per la carta straccia. 
Ma quella che a sua madre pareva un'accozzaglia di cartacce aveva una coerenza e un senso per Eduardo.


 Era il suo mondo, un collage caleidoscopico e meraviglioso di ritagli delle cose che amava di più, a cui ora aggiungeva l’immagine di un Airspeed Courier argentato. 


Tredici anni più tardi, Eduardo Paolozzi, ripeteva ancora una volta il rituale del collage nell’armadio, in una mansarda di Parigi.
Dopo aver visitato le appassionanti mostre dei collage di Max Ernst e quella surrealista, immerso nelle esuberanti idee dei Dada e di Tristan Tzara, Alberto Giacometti e Georges Braque, stava ritagliando delle immagini ritagliate dalle riviste patinate ricevute da un militare americano di stanza a Parigi.
Compose il collage più strano della sua giovane carriera, in fretta e furia, e lo montò su un pezzo di cartone malconcio.


 - I Was a Rich Man's Plaything, 1947 - (Ero il giocattolo di un uomo ricco)

L'immagine é occupata per tre quarti dalla copertina della rivista "Intimate Confessions" che mostra una sensuale
pin-up bruna degli anni quaranta seduta su un cuscino di velluto blu con scarpe col tacco alto e un succinto vestito rosso.
Sesso, ovviamente, sesso a profusione, osservò Eduardo.
Il divin Marchese De Sade è sempre tra noi.
La ragazza, labbra truccate con un rossetto in tinta col vestito e occhi sottolineati dalla matita nera, abbandona la testa indietro con fare civettuolo, mentre con le braccia stringe le lunghe gambe al petto, mostrando l'elastico delle calze e le cosce nude. 



Ma una pistola, ritagliata da un'altra rivista, fa fuoco, contro la testa emettendo uno sbuffo di fumo e coprendo parte del sottotitolo "True Stones".
Una spruzzata di violenta sopraffazione maschile smorzata dall’umorismo e dal grottesco: ottimo direi. Sade, von Sacher-Masoch, Freud.
Il lato destro é occupato dai titoli dei principali articoli della rivista: 
'Ero il trastullo di un ricco" - "Ex mantenuta" - "Confesso" - "Figlia del peccato" - e cosi via. 
Bene, bene, il tutto schiacciato sul  presente, ogni dolore relegato e dimenticato nello scantinato delle notizie di massa. Tanto domani è un altro giorno, si vedrà.



Paolozzi coprì l'ultimo titolo della lista con il ritaglio di una fotografia che mostra una fetta di torta alle ciliegie e più in basso incollò il logo della Real Gold, una nota marca di succo d'arancia. 
Loghi, sigilli, marchi, come i pentacoli della magia nera, grande! Un tocco d’esoterismo d’accatto e tutto prende vita, sinistra, inquietante, pacchiana, forse, ma vita…
Gli ultimi due elementi del collage sono montati nella parte inferiore della copertina: una cartolina di un aeroplano della Seconda guerra mondiale ornato dalle parole "Keep 'Em Flying" e, alla sua destra, una pubblicità della Coca-Cola.



Ok: forse il tutto è disposto in modo poco coerente, ma il tono dell'insieme é sfacciato e pieno di sottintesi, come volevo, bene!
La fetta di torta allude ai genitali femminili, e la mano che tiene la pistola puntata contro il viso sorridente della soubrette ha una chiara connotazione fallica, resa esplicita dalla nuvoletta di fumo bianco che fuoriesce dalla canna.
Dentro lo sbuffo del fumetto appare la parola “POP! “in rosso accesso.
Ah, sublime contaminazione di alto e basso: un’immagine ritagliata da una rivista erotica o il tappo di una bottiglia che va per la maggiore nei supermercati non sono forme artistiche meno valide di un busto classico o di un ritratto di Leonardo.
La gente per comprare opere d’arte non ha più bisogno della tradizione.
Vogliono vivere nel presente e abolire il passato e il futuro.
La cartolina del velivolo militare fa sentire il fruitore del collage al passo con la tecnologia e funge da collante tra il commerciale e il politico/militare.
Ah, il fascino del potere, della celebrità e della pubblicità nella nuova era dei consumi!
Penso che sia il vero (p)oppio dei popoli. 
Tutti ora potranno sentirsi cospiratori, manipolatori di masse, macchinatori  occulti, come le vere persone potenti dell’alta finanza e dell’industria riunite ora in una stanza segreta, mentre complottano per mantenere il potere in qualunque modo sia necessario. 
Loro cospirano contro le masse se minacciano il loro potere. Noi artisti congiuriamo per creare opere che vogliamo vendere al prezzo più alto possibile e al maggior numero di persone possibili.
Magnifico, tutti si sentiranno potenti e cospiratori col “POP!”.
Ci saranno complotti ovunque. 
Ci saranno cospirazioni contro i complotti e cospirazioni al loro interno.
Le persone cercano sempre di pugnalarsi l’un l’altra nella schiena, e col “POP!”ci sentiremo sovversivi mentre verremo manipolati dai veri cospiratori, che faranno finta di concederci di essere come loro.
"Ero un riccone che poteva fare ogni cosa!"
E invece eri solo il giocattolo di un uomo ricco.
POP!

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